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Nuovi edifici ad elevata efficienza energetica, maggiore sensibilità alle allergie, assistenza sanitaria privata: le esigenze relative alla qualità dell’aria che circola nelle nostre abitazioni sono cresciute – soprattutto ora che passiamo più tempo a casa in modalità home office. Ma servono veramente gli apparecchi per migliorare l’aria? Chi ne ha veramente bisogno? E sono efficaci anche contro il coronavirus? JUMBO spiega come contribuire a proteggere la propria salute attraverso il trattamento dell’aria e come aumentare il benessere di casa.

30 ottobre 2020 | Nils Tiedemann


È uno dei temi più dibattuti dell’anno: i purificatori d’aria. Ancor prima della pandemia, già molti avevano iniziato a dibattere sulla qualità di quello che molto probabilmente è il nostro bene più prezioso: l’aria che respiriamo. L’isolamento degli involucri edilizi e i serramenti a triplo vetro degli edifici di nuova costruzione comportano sicuramente un consumo energetico più ridotto. Se da una parte, però, un riscaldamento più basso ha effetti positivi sull’umidità, dall’altra, si traduce anche in una minore circolazione dell’aria. Ciò può essere conseguente causa di muffe, batteri e di un aumento di odori sgradevoli nell’ambiente.

L’aria interna spesso può essere peggiore dell’aria esterna

Il polline, gli acari, la polvere di casa o il pelo degli animali domestici portano sempre più persone a sviluppare allergie. Persino il numero degli asmatici è aumentato. Per queste persone poter contare su aria pulita è particolarmente importante, poiché il loro benessere dipende prevalentemente dalla presenza o meno di tutte queste minacce invisibili. Inoltre, un’altra minaccia per l’aria sono le polveri sottili, ovvero particelle microscopiche di dimensioni inferiori ai 10 micrometri (millesimi di millimetro). Queste si sviluppano sia all’esterno, ad es. a causa del traffico e dei gas di scarico industriali, ma anche all’interno, dalle candele, dal tabacco, dalle stampanti e persino dalle padelle. Di conseguenza, secondo gli esperti, oggi l’aria all’interno degli ambienti può essere fino a cinque volte più inquinata rispetto all’aria esterna. Perciò è necessario proteggere le nostre case, il luogo generalmente più sicuro, garantendo un’aria più pulita, e i purificatori servono proprio a questo.

Consigli per un clima abitativo ottimale

Oltre alle sostanze inquinanti, ci sono altri elementi che influiscono sul clima abitativo. Il nostro consulente JUMBO Sven vi offre un’ottima panoramica a riguardo.


Conoscere la propria aria di casa – e prevenire

Chi non ha intenzione di prendere sottogamba la qualità dell’aria di casa propria e desidera fare qualcosa per contrastare polveri sottili, batteri, virus, cattivi odori e pelo degli animali, può tirare un respiro di sollievo. Esistono infatti apparecchi moderni per ambienti di tutte le dimensioni. Questi misurano automaticamente le sostanze inquinanti presenti nell’aria, non solo nelle immediate vicinanze dell’apparecchio, ma in tutta la stanza, distribuendo, a seconda della situazione, aria pulita in tutto l’ambiente. Inoltre, i purificatori d’aria di oggi hanno design discreti, sono silenziosi e soprattutto facili da utilizzare, perciò non c’è da preoccuparsi. Per risultati ottimali, assicurarsi che siano dotati di filtro HEPA integrato.

FAQ sui purificatori d’aria

I depuratori sono migliori dei purificatori d’aria?

No, i depuratori puliscono l’aria aspirata con acqua, il che potrebbe fare pensare a un risultato migliore. In realtà i purificatori d’aria sono più efficaci, in quanto allo stesso tempo eliminano quelle sostanze inquinanti inferiori a 10 micrometri (ovvero le polveri sottili). Per umidificare l’aria sono invece disponibili speciali umidificatori, particolarmente indicati per gli asmatici.


La luce UV di alcuni apparecchi può essere pericolosa?

Apparecchi come il TruSens della Leitz per interno sfruttano la luce ultravioletta (UV) per neutralizzare le sostanze inquinanti. Le persone con maggiore sensibilità alla luce solare o alla luce ultravioletta devono utilizzare questo tipo di apparecchi con cautela; per tutti gli altri, la luce UV non è dannosa.


Un purificatore d’aria può proteggere dal coronavirus?

Non proprio, ma in teoria possono contribuire: per motivi tecnici, infatti, la maggior parte dei purificatori d’aria ha efficacia solo contro le sostanze inquinanti fino ad una dimensione di circa 3 micrometri. Il coronavirus si trasmette o attraverso le goccioline emesse quando si tossisce o si starnutisce (grandi circa 10 micrometri) o tramite aerosol (goccioline più piccole di 1 micrometro) quando si respira. Perciò i purificatori sono in grado di eliminare le goccioline, ma non l’aerosol. Tuttavia, non sono ancora disponibili studi sull’argomento per poter avanzare affermazioni affidabili.


Come funzionano i purificatori d’aria?

I purificatori d’aria aspirano l’aria presente negli ambienti chiusi. La parte fondamentale è il sistema di filtraggio. Il purificatore d’aria Leitz TruSens, ad esempio, lavora con quattro filtri diversi. Un prefiltro lavabile filtra particelle di grandi dimensioni (>10 micrometri) come polvere o pelo degli animali. Un filtro a carbone attivo rimuove i gas e gli odori. Un filtro HEPA intrappola polveri sottili, allergeni, batteri e determinati virus fino ad una dimensione di circa 3 micrometri. Infine, la luce UV-C annienta i microrganismi, impedendo la formazione di odori sulla superficie del filtro.


Con che frequenza vanno cambiati i filtri?

Questo dipende dal tipo di apparecchio. Prendiamo come esempio gli apparecchi Leitz: il prefiltro va lavato con acqua pulita quando si sostituisce il filtro a carbone attivo. A seconda della frequenza di utilizzo, il filtro a carbone attivo va sostituito ogni tre - quattro mesi. Considerate di cambiare anche il filtro HEPA ogni 12-15 mesi. La lampada UV, invece, può essere cambiata ogni due - quattro anni, a seconda del modello (specifiche del produttore in base alla durata media di utilizzo di 12 ore al giorno). In ogni caso, gli apparecchi segnalano quando un filtro deve essere sostituito.


I purificatori smettono di funzionare quando i filtri devono essere sostituiti?

Nonostante l’intensità di pulizia diminuisca con l’avviso da parte dell’apparecchio della sostituzione necessaria del filtro, i purificatori d’aria continuano a funzionare. In generale, anche posticipando la sostituzione del filtro, non viene compromesso il funzionamento dell’apparecchio.


Qual è il luogo migliore in cui mettere il purificatore d’aria?

Questo dipende dalle vostre esigenze e dallo spazio disponibile. Di solito viene utilizzato maggiormente in soggiorno e nelle camere da letto. A tal proposito, fate attenzione che le dimensioni della stanza e le prestazioni dell’apparecchio siano compatibili. In alcuni apparecchi particolarmente potenti la misurazione avviene con un sensore separato posizionato al centro della stanza. Assicuratevi che vi sia un collegamento tra i dispositivi. La scelta del numero di apparecchi, dipende dal tipo di utilizzo.


Quanto deve rimanere acceso un purificatore d’aria?

In generale, lo si può mantenere in funzione in modo continuativo per garantire una qualità dell’aria costante. Diversamente, se siete molto sensibili al rumore, soprattutto nelle camere da letto, conviene spegnere l’apparecchio mentre si riposa. Anche in questo caso, potete decidere in base alla situazione, ad esempio durante la stagione dei pollini per chi soffre di allergia.

Qualità dell’aria: arieggiare gli ambienti e tenere piante

Il modo migliore per pulire l’aria è arieggiare gli ambienti, preferibilmente tre o quattro volte al giorno dai due ai cinque minuti generando una corrente d’aria. In questo modo viene introdotta rapidamente aria fresca senza che le stanze si raffreddino e venga sprecata inutilmente energia.


Anche le piante generalmente migliorano la qualità dell’aria negli ambienti, poiché assorbono CO2 e filtrano i gas nocivi presenti nell’aria che respiriamo, rendendola più umida. L’edera è una delle piante da interno che purifica maggiormente l’aria. Questa pianta riduce il benzene e la nicotina in uffici e soggiorni e garantisce un clima piacevole fungendo da filtro. Le piante da interni neutralizzano le sostanze inquinanti come alcoli, acetone, tricloroetilene, benzolo e formaldeide. La dracena riduce sostanze inquinanti come il benzolo e il tricloroetilene.

Umidità dell’aria: più è freddo e più l’aria è secca

In inverno l’aria tende a seccarsi per via del riscaldamento. L’aria, se troppo secca, trasporta più polvere e irrita le vie respiratorie e le mucose. L’umidità relativa ideale è tra il 45 e il 55%, e lo è anche per i mobili in legno. Soprattutto i mobili in legno massello, infatti, «soffrono» se l’aria è troppo secca e possono generare crepe. Non è nulla di preoccupante, ma di certo non è il massimo. Con una umidità dell’aria maggiore queste crepe possono nuovamente ricomporsi. Per regolare l’umidità dell’aria in modo ottimale esistono vari umidificatori e deumidificatori:

Vaporizzatore

I filtri spugna si inzuppano completamente di acqua e la rilasciano nell’aria grazie a un ventilatore. Pulite questo apparecchio regolarmente per evitare la formazione di muffa. I vaporizzatori consumano pochissima energia.

Evaporatore

L’acqua viene portata al punto di ebollizione e si diffonde nell’aria come vapore sterile – ideale per allergici. La piastra riscaldante è tuttavia soggetta alla formazione di calcare per cui l’apparecchio va decalcificato regolarmente.

Nebulizzatore

Gli ultrasuoni fanno vibrare una membrana che divide l’acqua in minuscole goccioline, che si diffondono ed evaporano nell’ambiente sotto forma di nebbia fredda. Anche i nebulizzatori sono efficienti dal profilo energetico. Utilizzate sempre una cartuccia decalcificante con questo apparecchio affinché le particelle di calcare non si diffondano nell’ambiente.

Deumidificatore

L’aria dei locali non dovrebbe essere troppo umida, altrimenti si forma la muffa, le cui spore sono pericolose per la salute. I deumidificatori sono utili soprattutto in cantina e in lavanderia. Prevengono anche le malattie asmatiche.

L’aria calda degli ambienti interni dovuta al riscaldamento contiene sostanze inquinanti che possono dare problemi. Il rimedio? Sicuramente arieggiare gli ambienti è un ottimo punto di partenza, ma non è sufficiente, in quanto riduce l’umidità all’interno della casa: così, l’aria fredda, che assorbe meno umidità rispetto all’aria calda, rimane all’interno. In breve: più bassa è la temperatura all’esterno e più si arieggiano gli ambienti, più l’aria in casa tenderà ad essere secca. E l’aria secca favorisce i raffreddori.


Avere un clima abitativo ottimale fa bene alla salute. Per trovare il proprio clima ideale, bisogna pertanto prestare attenzione alla qualità, alla temperatura e all’umidità dell’aria.

Temperatura dell’aria: comfort vs. costi

Nelle camere da letto 16-17°C sono sufficienti, in soggiorno 20°C sono l’ideale, in bagno si può arrivare anche a 22-23°C. La temperatura non dev’essere uguale in tutti gli ambienti. Mantenendo alcune stanze un po’ più fresche, si è in grado di risparmiare un po’ di più nel riscaldamento. In generale, ognuno ha la propria temperatura di benessere ideale che vale come linea guida; dopotutto, nessuno vuole morire di freddo pur di risparmiare!

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